Studies in the Scriptures

Tabernacle Shadows

 The PhotoDrama of Creation

 

Serie 5 - Ad Una Mente 
Fra Dio E L'Uomo

 

 STUDIO 1

Fatti e Filosofia Dell’Ad-una-mente

La dottrina dell’espiazione, dal titolo, “AD-UNA- MENTE,” in questo volume costituisce la base fondamentale della religione cristiana.  Ocupando, quindi, un posto così importante nella teologia, risulta essenziale — come, del resto, riconosce il cristianesimo in generale —che il soggeto sia compreso con la massima chiarezza.  Purnondimeno, anche da coloro che vi credono, l’espiazione è poco compresa; le varie idee e teorie che la concernono sono separate e vaghe per cui una fede, fondata su disparate vedute, rende, per necessità, proporzionalmente, instabile, debole e vaga una dottrina fondamentale.  Se, invece, questo importante sogetto è compreso chiaramente, nella grandezza in cui è delineato dalla Parola di Dio, e quale fondamento del Suo Piano di salvezza, non solo stabilirà saldamente la fede, radicandosi su precisi principè, ma servirà anche da guida nella discriminazione fra la verità e la menzogna:  in connessione a tutti i particolari che concernono la fede.  In effetti, quando il fondamento è ben costruito a tutte le colonne della fede, che si edificano su d’esso, sono in perfetto equilibrio e rispondenza, la fede risulterà armonica nella sua intera struttura.  Come dimostreremo più avanti, ogni dottrina e teoria — al pari dei metalli — può esser messa al contatto della » pietra di paragone « adoperata per estrarre il meglio dai me talli (pla tino, oro, argento ed altri) eliminando le scorie. [3]

Vi Sono Due Vedute Generali Su “Ad-Una-Mente”:

1)  Quella ortodossa indica che l’uomo, trasgredendo la legge di Dio, icorse nella Sua condanna — sotto l’ira — dalla quale, Egli, per giustizia, non avendo potuto esonerare il peccatore, ha provvisto per lui una giusta redenzione col perdono dei suoi peccati, concessogli dal sacrificio di Cristo.  L’opera, consistente a soddisfare la richiesta della giustizia e rendere il peccatore accettevole a Dio è dinominata “espiazione.”

 2)  Quella vedut sull’espiazione, conosciuta come non ortodossa, ) professata per primo dagli Unitariani e dagli Universalisti e che, poi, è andata rapidamente allargandosi e geeralizzandosi in tutto il dominio cristiano) si avvicina al soggetto sotto l’aspetto opposto: essa presuppone che la Giustizia divina non richiede sacrificio per la trasgressione del pecctore; ignora che l’ira di Dio è in alcun modo rappresentata in una speciale sentenza di morte ed ignora la “maledizione.”  Ritiene, invece, che Iddio cerca ed aspetta l’avvicinamento dell’uomo e di certo non gli pone intralci, nè gli richiede espiazione per i suoi peccati, ma sollo che li abbandoni e cerchi la giustizia onde pervenire all’armonia — ad una mente — con Lui.  Ecco perchè questa veduta è denominata ad-una-mente e sta a significare armonia con la giustizia, a parte il metodo per cui l’umanità può essere condotta tale stato (cioè ad-una-mente): dal punto di vista dell’espiazione del peccatore, o come perdono incondizionato di Dio.  Sotto tale aspetto, nostro Signore Gesù e tutti I Suoi seguaci hanno preso parte nell’opera di ad una mente, nel senso che hanno insegnata ed esortata l’umanità ad allontanarsi dal peccato ed indirizzarsi a praticare la giustizia senza alcuna offerta per il peccato, nè riscatto.

3)  La veduta che acettiamo come Scritturale — generalmente ignorata dai teologhi —abbraccia ambedue le vedute soparadiscusse.  La dottrina biblica dell “AD-UNA-MENTE,” come andremo a dimostrare, insegna con chiarezza: [4]

a)  Che l’uomo, creato perfetto, all’immagine di Dio, perdette tale posizione a causa della disubbedienza, cadendo sotto la sentenza dell’ira divina )”la maledizione”) per cui tutti i componenti della razza umana divennero “figliuoli d’ira” (Efesi 2:3).

b)  Mentre Iddio, per giustizia eseguì la sentenza della Sua legge — morte — senza misericordia, sulle sue creature disubbidienti, per dimostrare, poi, la sua giustizia al tempo presente, ha provveduto, col Suo Piano di salvezza — mediante la redenzione che è in Cristo — a giustificare tutti coloro che credono in Lui (Romani 3: 26).  Grazie a questo Piano tutti i condannati potranno essere liberati dalla sentenza di morte senza alcuna violazione di giustizia ed usufruire dell’amore, della sapienza e della potenza di cui l’Eterno benefica tutte le Sue creature, umane ed angeliche: onde “sia data a conoscere . . . La infinitamente varia sapienza di Dio”  (Efesi 3: 10).

c)  Fu per svolgere il programma, racchiuso in “Ad-una-mente,” atto ad annular la trasgressione di padre Adamo, che il nostro Redentore “diede se stesso, qual prezzo di riscatto per tutti:  fatto che doveva essere attestato a suo tempo” (Timoteo 2:6).

d)  Ma il sacrificio per i peccati non è sufficiente a completare l’opera di Ad-una-mente, eccetto nei riguardi di quanto è richiesto per soddisfare la giustizia divina.  In virtù del riscatto dato alla giustizia, un pieno trasferimento di quanto è addebitato all’umanità è preso in carico dal nostro Signore Gesù Cristo, il quale dà alla giustizia l’equivalente dovuto da Adamo e dalla sua posterità.  Così, Gesù sacrificando il suo prezioso sangue per la sodisfazione della giustizia divina, è divenuto “Il Signore dei morti e dei viventi”  (Romani 14: 9).

 e)  Un obiettivo di questo ordinamento, a pro’ di Adamo e della sua razza, fu l’annullamento della loro sentenza di morte, la quale, fino a che vigeva, impediva l’amore negli sforzi atti a procurare ai condannati i privilegi futuri.

f)  Un altro obiettivo fu quello di porre la razza umana nella possibilità di ottenere, sotto la speciale supervisione di Gesù — [5] quale rappresentante del Piano del Padre no oltre la divina giustizia — il compito d’istruire, correggere e restituitre, in armonia con essa, tutti coloro che ne avrebbero dimostrato il desiderio.  Questi, infine, ritornando all giustizia della divina lege, saranno in tal modo perfezionati da potersi facilmente adattare ai requisiti che essa richiede.

g)  Benchè, all’origine, la sola influenza separatrice, fra Dio e l’uomo, risiedeva nella sentenza divina, dopo seimila anni di decadenza, degradazione ed allonanamento da Dio —per le opere malvagie, la superstizione, l’ignoranza e la viltà dell’avversario — e perchè il divino carattere ed il glorioso Piano di Dio sono stati mal rappresentati agli uomini — rileviamo che il messaggio di grazia e perdono non è ascoltato.  E, benchè Iddio chairamente dichiara che, essendo stato accettato il riscatto, ora Egli è pronto a ricevere i peccatori in armonia con Lui ed a vita eterna — per i meriti del sacrificio di Gesù Cristo — tuttavia la maggioranza dell’umanità è lenta a credere nella buona novella dell’Evangelo ed accettarne i termini.  Alcuni sono restati tanto delusi dalle sofisticherie di Satana, con le quali egli ha sedotto tutte le nazioni — Apocalisse 20: 3 — che addirittura non credono nell’esistenza d’un Dio; altri lo ravvisano in un grande e potente avversario, senza amore e senza simpatia, pronto ed ansioso a tormentare le Sue creature per tutta l’eternità; altri — confusi dalla bibilonia dei pareri, espressi loro, sul divino carattere — non sanno cosa credere e, cercando di accostarsi a Dio, ne sono trattenuti dalla paura ed ignoranza.  Da ciò deriva che il numero di coloro che hanno approfittato dell’opportunità di avvicinarsi a Dio, per mezzo di Cristo, è stato relativamente esiguo — un piccolo gregge.

h)  Purnondimeno, il sacrificio per i peccati non fu solo per pochi, ma per molti, “per tutti” ed è una parte contemplata dal divin programma che Colui il quale redense tutta l’umanità, col Suo prezioso sangue, dovrà ultimamente far conoscere a tutti “ad ogni creatura” la buona novella racchiusa nel privilegio, ottenuto per la grazia divina, di ritornare ad una mente col loro Creatore. [6]

i)  Fino al presente soltanto la Chiesa ha beneficiato del “AD-UNA-MENTE”, però gl’insegnamenti delle Scritture dichiarano che detta Chiesa costituirà un Regno sacerdotale, un “Real Sacerdozio” di ciu Cristo sarà il Real Sommo Sacerdote che, durante l’età millenniale, detta classe sacerdotale del Regno Celeste annullerà completamente la cecità la degradazione ed ogni altro errore, che Satana ha procurato all’umanità, conducendo a pieno ad una mente con Dio tutti coloro che-fra le famiglie, su tutta la terra Io desidereranno.

l)  Quanto abbiamo detto armonizza con la dichiarazione del-l’Apostolo per la quale noi credenti — la Chiesa — abbiamo di gia ricevuto l’”AD-UNA-MENTE. “  Per quanto concerne Iddio, l’AD-UNA-MENTE per tutti fu stabilito diciannove secoli or sono; ma solo i credenti l’hanno ottenuto perchè hanno accettato l’opportunità concessa dalla grazia di Dio, mentre il resto della umanità è stata accecata.  È l’apprendiamo anche dall’Apostolo che ci dice:  “. . . l’Iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinchè la luce dell’Evangelo della gloria di Cristo che è l’immagine di Dio, non risplenda loro”  (2 Corinzi 4:4)

m)  È anche in armonia alla precedente citazione quanto affermano le Scritture, cioè, che la prima opera di Cristo, nel Suo Regno millenario, sarà di legare Satana affinchè non seduca più le nazioni durante i mille anni  (Apocalisse 20: 3), noncè le numerose dichiarazioni dei profeti dalle quali apprendiamo che, quando il Regno di Dio sarà stabilito sulla terra, la conoscenza del Signore coprirà la terra come l’acqua copre il fondo del mare, e niuno dirà al vicino “conosci tu il Signore”  (Ebrei 8: 11).  Allora, la preghiera che Gesù, nostro Signore, insegnò:  “il tuo Regno venga, la tua volontà sia fatta in terra” avrà il suo adempimento — perchè essa ribadisce quanto l’Apostolo esplicitamente dichiarò e, cioè, Iddio vuole “che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità  (Timoteo 2: 4).

n)  L’”Ad-una mente,” in entrambe le fasi — la soddisfazione della giustizia ed il ritorno in armonia con Dio di tutte le Sue [7] creature che, ottenuta piena luce e conoscenza si prevarranno dei privilegi e dell’opportunità de Nuovo Patto —sarà completata con la fine dell’età millenniale, quando tutti i malvagi, che rigetteranno di proposito il favore divino, offerto loro mediante Cristo, “saranno distrutti d’infra il popolo,” con “l’eterna distruzione dalla presenza del Signore e dalla gloria della Sua potenza”  (Atti 3: 23; II Tessalonicesi 1: 9).

o)  Allora la grande opera del “Ad-una-mente” sarà completa e tutte le cose, in cielo ed in terra, acquisteranno la perfetta armonia con Dio, cui sarà espresso ogni lode per tutta la Sua magnivicenza e grazia a mezzo di Cristo; e non vi sarà più morte, nè sospiri, nè dolori, perchè le cose di prima sono passate per l’opera svolta dal “Ad una mente,” iniziata con la propiziazione della giustizia per il sacrificio del nostro Redentore e conclusa con la piena riconciliazione di tutti coloro che furono trovati degni di vita eterna.

Nella locuzione “Ad-una-mente” è racchiuso il significato dell’opera espiatoria, la quale annulla ogni opposizione, differenza e difficoltà preesistenti fra il Creatore e le creature.  Da ciò il conflitto mortale che esiste fra la Bibbia e la dottrina moderna dell’evoluzione, la quale, nel passato mezzo secolo, principalmente, ha offuscato la fede del popolo cristiano di tutte denominazioni, presentandosi molto convincente nelle scuole teologiche ed ai singoli esponenti denominazionali.

La teoria dell’evoluzione nega la caduta dell’uomo; nega che fu creato all’imagine e somiglianza di Dio; nega che fu in condizioni di poter affrontare la corte dell’esatta giustizia; nega che peccò in tale prova e fu perciò soggetto alla sentenza di morte.  Inoltre, pretende che la morte non costituisce una penalità, ma un passo avanti nel processo dell’evoluzione, poichè ritiene che l’uomo, invece di perdere l’immagine e la somiglianza di Dio — col peccato  e la degradazione — si è andato rialzandosi dalle condizioni animalesche della scimmia (dalla quale discende), ad uno stato molto più vicino all’immagine e somiglianza di Dio.  Un altro assunto logico della teoria potrebbe risiedere nel negare che la giustizia di [8] Dio possa essere in grado di condannare l’uomo dal rialzarsi dallo stato inferiore a condizione superiore e, conseguentemente, nel negare che la giustizia possa richiedere un’offerta per il peccato dell’uomo, considerandolo giammai commesso, e presumere che Cristo non rappresentò un’offerta per il peccato, ma che fu di aiuto al genere umano nella conquista di maggiore libertà e più privilegi.

Noi, però, rileviamo che la Parola di Dio, con assoluta sicurezza, annienta queste errate teorie, in quanto non ne troviamo la minima traccia nè dati armonici negli insegnamenti scritturali e quelli sull’evoluzione — erroneamente devinita scienza. — Perciò dobbiamo far rilevare a quella categoria di Cristiani, che ogni sforzo tendente ad armonizzare i precitati antagonistici insegnamenti, oltre ad essere vano, serve solo a discreditare le teorie scritturali.  Costoro, secondo quello che credono di detta teoria evolutiva — sia delineandola sul fondamento, provvisto da Dio per i fedili, che basandola su errate concezioni dei pretesi sapienti del mondo — se fosse possibile, sedurrebbero i veri eletti.  Ma i veri eletti avranno “la fede una volta predicata ai Santi” e riterranno e sosterranno fermamente la dottrina dell’”espiazione” (l’opera di “Ad-una-mente”):  quale esposta dalle Scritture.  E, così, daranno salvaguardati da ognia sviamento, presentato dalla teoria evoluzionistica.  I veri eletti avranno sempre insegnamenti diretti da Dio ed in modo speciale sulla teoria dell’opera di “Ad-una-mente,” la quale costituisce la vera base fondamentale della religione e fede cristiana.

Le Scritture attestano inequivocabilmente che Iddio creò l’uomo alla Sua propria immagine e somiglianza, mentale e morale, e che l’uomo, benchè essere terreno, fu l’immagine e somiglianza del Supremo Essere spirituale suo Creatore, Dichiarano, pure che il Creatore, nel principio, comunicava con l’uomo; che lo riconobbe frutto della Sua opera e disse che “era buono,” accettevole, soddusfacente; che la posizione della vita e della morte fu prospettata al perfetto Adamo sotto condizioni; che, quando costui trasgredì le precisate condizioni agì volontariamente ed intelligentemente e, [9] quindi, “non fu sedotto,” come ci vien detto, Dichiarano quindi, che ciò costituì il principio della esecuzione della pena di morte e rammentano il progredire della sentenza mortale sulla razza decaduta, lungo il corso dei secoli che susseguirono.  Pongono in risalto il modo in cui Iddio rivelò al fedele Abrahamo il Suo propostio e le Sue intenzioni de benedire più tardi — al tempo debito — “tutte le famiglie della terra” che aveva sottoposte alla sentenza della morte adamica  (Genesi 1:31, 2: 17, 3: 23; 1 Timoteo 2:14; Genesi 12:3; 18:18; 3:17).

Giacchè la pena per il peccato fu la morte, le promesse benedizioni comportano la rivivificazione (o risurrezione) dalla morte, col privilgio di vivere in eterno.  Ad Abrahomo fu promesso che dalla sua posterità sarebbe uscito un Salvatore, per compiere tale opera benedetta.  Le stesse promesse furono ripetute, con più o meno chiarezza, ad Isacco, a Giacobbe ed ai figliuoli d’Israele.  I Profeti anche dichiararono che il Messia (da venire) sarebbe stato un’”Agnello da immolare”; un’offerta per il peccato; uno che avrebbe “data l’anima sua alla morte” per i peccati del mondo e non per i suoi propri.  Essi prefigurano pure il risultato del suo sacrificio per il peccato, nella gloria e benedizione che ne sarebbero conseguiti; predissero come infine sarebbe prevalso il Suo Regno che, come Sole di giustizia, porterà il nuovo giorno di benedizioni, gioia e vita, per il quale saranno fugate le tenebre e i foschi dolori della notte di pianto che al presente prevalgono quale conseguenza del peccato originale, della caduta e delle malvagie tendenze ereditate (Isaia 53: 10-12, 35, 60, 61).

L’Apostolo Pietro, parlando sotto ispirazione dello Spirito Santo, non accennò, nemmeno lontanamente, che l’uomo fosse stato creato allo stesso livello della scimmia e, poi, fosse perventuto all’attuale grado di sviluppo in seguito al processo evolutivo.  Ci diede, invece, una lezione inversa, dicendoci che Cristo morì per i nostri peccati e che, grazie alla redenzione procurataci dal Suo sacrificio, l’umanità otterà, al secondo avvento del Signore “tempi di restaurazione di tutte le cose” delle quali — egli ci fa rilevare — “hanno parlato tutti i suoi santi profeti sin dal prin- cipio del mondo”  (Atti 3: 19-20).  A colui che venga in mente di pensare che l’Apostolo Pietro, predicando l’Evangelo della restaurazione, enunciasse la dottrina dell’evoluzione, deve attribuirglisi un’assoluta deficienza di raziocinio, poichè, se le condizione originali dell.’uomo fossero state quelle della scimmia o di qualsiasi altro animale inferiore, l’Apostolo avrebbe dovuto essere un mentecatto per credere nella grandiosa prospettiva racchiusa nei tempi di restaurazione, poichè gli era ben noto che restaurazione significava il ripristino alla condizione-già esistita — nella quale Iddio aveva creato l’uomo.

Le enunciazioni dell’Apostolo, invece, sono per eccellenza, in antitesi con la dottrina dell’evoluzione ed in stretta armonia con quella racchiusa in “Ad-una-mente” e, cioè, riconciliazione e restaurazione che corrispondono agli insegnamenti Scritturali.  Infatti l’umanità decadde col peccato e divenne schiava d’esso, degenerandosi fisciamente e degradandosi moralmente, fino a giungere la morte, risultato finale della disubbidienza originale di padre Adamo.  La restaurazione, o buona novella (Evangelo), che Pietro predicò, indica che l’uomo perdette qualcosa di gran valore e l’ha riaquistata per la redenzione a mezzo del prezioso sangue di Cristo, e per la restaurazione che segue il Suo ritorno.  Intanto, il riferimento dell’Apostolo, in cui annunzia che tutti i Profeti, sin dal principio del mondo, hanno parlato dei precitati “tempi di restaurazione” distintamente implica che la speranza, racchiusa in questa gloriosa promessa, è la sola presentata all’umanità per divina ispirazione.

Tutti gli Apostoli, puntualizzando la caduta del favore divino, indicarono la croce di Cristo come punto di reconciliazione, rispetto alla giustizia  divina, stabilendo I èra Millenaria  , quale tempo di benedizioni, opportunità, conscenza ed aiuto per il raggiungimento alla riconciliazione con Dio.  Essi pongono anche in risalto la presente èra, quale tempo di radunamento dell’eletta Chiesa, onde i componenti siano associati col Messia (il suo “Real Sacerdozio” ed “il popolo peculiare”)  che co- [11] opererà con Lui quale sua “Sposa,” suo “Corpo,” nell’Opera di conferire al mondo le benedizioni di restituzione, assicurate loro dal sacrificio compiuto sul Calvario.

Si  notino, in proposito, queste parole dell’Apostolo:  “siccome, per mezzo di un solo uomo, il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v’è entrata la morte (a causa dell’ereditarietà e della peccaminosa disposizione), e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini.”  Da questa enunciazione risalta evidentemente che Paolo non fù un evoluzionista, come non lo furono Pietro e gli altri Apostolo e Profeti.  Si noti anche come egli presenta la vera essenza dell’Evangelo nel dire:  “Iddio mostra la grandezza del suo amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.  Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo, per mezzo di lui, salvati dall’ira”  (Romani 5-8-9).

Ecco come è dichiarato specificamente che la razza umana è stata sotto condanna di morte e che la potenza della salvezza è stata nel sangue di Cristo, sacrificio che Egli offrì per noi e che fu una espressione dell’amore e della grazia di Dio.  L’Apostolo procede a dimostrare l’opera dell’Espiazione e la restaurazione, che ad essa consegue, dicendo:  “come, adunque, per un sol fallo  (la disubbidienza di Adamo)  la condanna si è estesa a tutti gli uomini (la sentenza di morte); così, con un sol atto di giustizai la giustificazione che dà vita, (l’opposto della sentenza di morte)  si è estesa a tutti gli uomini.  Poichè, siccome per la disubbidienza di uomoi (Adamo), i molti sono stati costituiti peccatori (tutti coloro che erano in lui), così anche per l’ubbidienza di un solo (Gesù) i molti  (tutti coloro che ultimamente utilizzeranno il privilegio del Nuovo Patto) saranno costituiti giusti”  (Romani 5-18, 19).

Lo stesso Apostolo, in molti altri pregevoli e logici discorsi, presenta il pensiero che l’”Ad una mente,” per quanto concerne Iddio, è una cosa passata — completata allorchè “fummo reconciliati a Dio per mezzo della morte del Suo Figliuolo, mentre [12] eravamo ancora peccatori— (Romani 5-10).  Egli non si riferisce — come è evidente — ad una opera compiuta nei peccatori, riconciliandoli con Dio, perchè dichiara l’opposto e, cioè, che fu compiuta non in noi, ma da Cristo per noi, mentre eravamo ancora peccatori.  Si noti anche che, in varii suoi chiari discorsi, fa rilevare una futura opera di benedizioni per il mondo, da essere compiuta per mezzo della Chiesa glorificata, sotto Cristo, il Suo Divino Capo:  dimostrando che ciò consisterà nel portare il mondo nella conoscenza della grazia di Dio in Cristo, affinchè quel numeroso stuolo di redenti del mondo, i quali vorranno ritornare ad una mente col loro Creatore lo potranno ottenere durante il Regno millenniale ed essere restaurati nel divin favore, una volta goduto da Adamo nel giardino dell’Eden.

L‘argomento trattato dall‘Apostolo in Romani 8: 17-24, illustra perfettamente questo punto.  Infatti, egli pone in risalto che la salvezza della Chiesa è nettamente separata da quella del mondo che la susseguirà, dicendo:  “la creazione che con brama intensa aspetta la manifestazione dei figliuoli di Dio.”  Egli richiama l’attenzione sulla Chiesa, indicando i rispettivi coeredi di Cristo, i quali, se fedelmente saffrono con Lui, nel presente tempo, condivideranno, infine, la Sua gloria nel Regno millenniale.  Ci assicura, poi, che le sofferenze del tempo presente non costituiscono nulla a paragone della gloria, che sarà rivelata in noi fra breve.  Procede, indi, il suo dire, affermando che la gloria la quale sarà rivelata nella Chiesa, dopo aver completate le sue sofferenze, sarà la base su cui si fonderà l’aspettazione della gemente creazione che, necessariamente deve attendere il tempo della manifestazione dei figliuoli di Dio, per appagare a sua bramata speranza.

Ora, i figliuoli di Dio non sono ancora rivelati, poichè il mondo non li conosce come non conobbe il suo Maestro e, benchè il mondo, in verità, guarda e nutre vaghe speranze d’una età d’oro e di benedizioni, l’Apostolo precisa che la loro bramosa aspettazione deve attendere il tempo in cui la Chiesa — cioè i figliuoli [13] di Dio — saranno glorificati e  manifestati come re e sacerdoti, per divino volere e regneranno sulla terra, surante l’età millenniale, per benedire tutte le famiglie della terra, secondo le ricchezze della grazia divina come è rivelata nella promessa di Dio ad Abrahamo in questi termini:  “nella tua progenie tutte le famiglie della terra saranno benedette”  (Galati 3: 8, 16, 29).

L’Apostolo procede, dimostrando che l’umanità, in generale, l’intelligente creazione terrestre, fu assoggettata alle “vanità” ereditariamente, in seguito alla trasgressione di Adamo, ma, per l’infinita provvidenza divina, non fu lasciata senza speranza, ed un sacrificio fu provvisto per il peccato e fu concessa una provvisione all’umanità, in generale, onde fosse emancipata e liberata dalla schiavitù del peccato e della sua condanna a morte, ottenendo la gloriosa libertà (dalle malattie, sofferenze, dolori e qualsiasi disturbo):  libertà che è di tutti coloro che sono figliuoli di Dio.  Fu da questo piano di figliolanza e libertà che l‘umanità cadde per la disubbedienza, e che deve ritornare, onde godere i benefici originali roconquistati, grazie alla grande offerta fatta sul Calvario e all’opera di “Ad-una-mente” per cui essa sarà riconciliata alla divina legge del suo Redentore, il grande Profeta, l’antitipico Mosè — Atti 3: 22-23.

Le due fasi dell’”Ad-una-mente”  (1) rendere gusto l’ingiusto, e (2) condurre tutti i separati ad un accordo, sono presentate nei divini propositi del “Nuovo patto” di cui Cristo Gesù, nostro Signore è il Mediatore,  Nel tempo in cui padre Adamo fu perfetto, in completa armonia col suo Creatore per l’ubbidienza assoluta ai suoi comandamenti, per quanto non formalmente espresso, fu steso un patto, per il quale gli fu concesso la perfezione ed il dominio su tutti gli animali, pesci ed uccelli e su tutta la terra, però fu dichiarato che, se avesse violato la sua fedeltà al grande Re, all’Eterno, disubbidendolo, Egli avrebbe annientata la sua vita e ritirata ogni concessione, benedizione e quei diritti che gli aveva accordati.  Da ciò dobbiamo dedurre che fu steso un Patto fra Dio e la Sua creatura, la cui vita [14] sarebbe stàta duratura ed eterna, se non fosse incorso nella disubbidienza e, indi, nella condanna alla morte.  Adamo non avrebbe avuto alcuna capacità di liberàrsi da sè da questa condanna se l’Onnipotente non avesse provvisto al recupero della razza per mezzo del Nuovo Patto per il quale, dice l’Apostolo, c’è occorso un mediatore.

Da una parte, quindi, Iddio tratta col Mediatore e non col peccatore; dall’altra, il peccatore tratta col Mediatore e non con Dio.  Ma, prima che nostro Signore divenisse il Mediatore, fu obbligato ad espletare un’opera per l’umanità che rappresentò e rappresenta il suggello del Nuovo Patto, ed esso consistette nel versare il proprio sangue: “il sangue del Nuovo Patto” (Mateo 26-28; Marco 14:24; Ebrei 7-22; 9: 15-20)_.  S’intende che Dio, per mantenere integra la Sua giustizia, non può discutere e tratare con i peccatori, nè concedere loro le benedizioni ed il dono della vita eterna, senza il necessario riscatto.  Ecco, quindi, che nostro Signore Gesù, pagando con la Sua morte la penalità del peccato, ha reso possible il suggellamento del Nuovo Patto fra Dio e l’uomo:  per il quale tutti coloro che vanno a Dio per Lui — Mediatore — sono accettevoli al Padre.

Intanto, non fu possible stabilire la riconciliazione “Ad-una-mente” con Dio, prima che fosse ottenuta la redenzione col prezioso sangue di Gesù, affinchè tutti coloro che cercano formarsi “ad una mente” possano giungere a Dio per mezzo del Mediatore del Nuovo Patto, come il Maestro espresse chiaramente dicendo:  “lo sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”  (Giovanni 14:6).  E’ per questa ragione i più favoriti e privilegiati dell’umanità — ai tempi antecedenti al sacrificio di Cristo — sono stati denominati “servitori” o “amici” di Dio.  A niuno d’essi poteva essere accordato l’alto privilegio di divenire figliuolo di Dio ed acquisire tutti i diritti che tale riconoscimento comporta, nè alcuno fu riconosciuto tale (Giovanni 1: 12; Matteo 11:11).  Da ciò può facilmente dedursi che, coloro i quali ignorano l’offerta per il peccato e la soddisfazione della giustizia, quali basi del ‘Ad una mente,” non [15] conoscono, affatto le indispensabili fasi della perfetta riconciliazione con Dio.  Ma non si sbagliano meno  coloro i quali, pur riconoscendo nel sacrificio di Cristo la base fondamentale del  “Ad una mente” ed il suggello del Nuovo Patto, ignorano l’opera di riconciliazione a pro’ del’uomo, per la quale l’umanità otterrà  di ritornare in armonia con Dio, per mezzo dell’effettività del Nuovo Patto.

Ma l’opera di  “Ad una mente,” per quanto concerne l’umanità, non può essere compiuta istantaneamente e per fede.  Può iniziare per fede in un istante fra il peccatore e Dio, e soltanto per fede essere riconosciuta compiuta, ma lo scopo dell’AD-UNA-MENTE ha un proposito molto piu alto.  Il divino ordinamento è che coloro che desiderano ritornare ad una mente con Dio  (e con le sue giuste leggi) devono  essere riconosciuti accettevoli a mezzo del loro Mediatore; ma non saranno appieno accettati (dal Padre) mentre sono ancora imperfetti.  Così l’opera del Mediatore  (Capo e Corpo) oltre ad esplicarsi nel proclamare all’umanità che Dio ha provvisto un’offerta er il peccato, per la quale Dio può essere giusto eppure ricevere i peccatori, in armonia con Lui, e che è volentieroso di prodigare loro le benedizioni di figliolanza e quelli di vita eterna libera dalla corruzione del peccato, deve estendersi pure a chiarire all’umanità che questa offerta di salvezza costituisce un grande aiuto e dovrebbe essere prontamente accettata; oltre:  perchè è un opera del Mediatore svolta in qualità di rappresentante del Padre per restaurare attualmente, mentalmente, moralmente e fisicamente, coloro che accetteranno fedelmente e ubbidientemente ai termini del Nuovo Patto.  Cosi il Mediatore adurrà ad una mente di fatto con Dio, colora che Egli restaurerà alla perfezione.

Per lo svolgimento di questa grande opera del Mediatore è stata assegnata l’intera età millenniale.  A tal proposito il Regno del Messia sarà instaurato sulla terra con potenza ed autorità:  onde regnare ed annientare ogni influenza maligna che potrebbe intralciare all’umanità la conoscenza della fulgente verità d’amore [16] e misericordia divina — provvisione per la quale, sotto il Nuovo Patto  “chi vuole” può ritornare a Dio.  Però, mentre il gran Mediatore riceverà, benedirà e restaurerà — sotto i termini del Nuovo Patto — tutti color che desiderano reconciliarsi con Dio per mezzo suo. Egli distruggerà in eterno tutti colora che rigetteranno la Divina offerta di riconciliazione di cui potranno usufruire nel corso del Regno millenniale  (Atti 3: 23; Matteo 25: 41, 46; Apocallisse 20: 9, 14, 15; Proverbi 2: 21-23).

La chiusura dell’Età Millenniale avverrà dopo il compimento di tutta l’opera mediatrice di Cristo, poichè allora non vi saranno più ribelli, nè peccatori:  in quanto, coloro, i quali hanno osservato le leggi divine, saranno entrati in armonia con Dio ed avranno ottenuta la perfezione; mentre tutti i peccatori voluntari, a quel tempo, saranno distrutti.  Allora sarà adempiuta la profezia espressa da nostro Signore e cioè che “le cose di prima sono passate,” e “tutti i popoli ti celebrano, o Dio”  (Apocalisse 21:4; Salmo 67).

Quando il grande Mediatore — Re avrà rimesso il Regno nelle mani del Padre, dopo che “avrà ridotto al nulla ogni principato, potestà ed ogni potenza,” come spiega Paolo in 1 Corinzi 15: 24-28, che possiamo attenderci di più notevole di tale duratura, risultato della grande opera redentrice del grande Mediatore, a pro’ dell’umanità?

1)  Il suggello del Nuovo Patto col suo prezioso sangue, rendendo possible per l’umanità tanta graziosa provvidenza.

2)  La riconciliazione — o ritorno — in armonia con Dio di un “Piccolo Gregge” o “real Sacerdozio,” zelante nel dare la propria vita al servizio di Dio (imitando il loro Salvatore):  onde, per divino ordinamento, ottnere il privilegio d’essere coeredi del Regno con lui e partecipi della sua natura divina  (1 Pietro 2: 9-10; Tito 2: 14; Romani 8:29).

3)  La completa restaurazione di una terra piena di lieti e perfetti esseri umani, osservanti le leggi di Dio e rendendosi cosi [17] degni dei Suoi favori.  Il Mediatore, alla fine dei mille anni, rimetterà costoro al Padre, non solo restaurati appieno, ma anche istruiti in giustizia e controllo proprio, e repieni dello spirito di lealtà a Dio — lo spirito di santità umiltà, pazienza, gentilezza, carità ed amore.  In questa condizione, essi saranno, infatti: senza colpa alcuna, irreprensibili ed atti a sorpassare tutte le prove.

4)  La distruzione di tutti coloro che non osserveranno le leggi divine e si renderanno, così indegni di altri favori — le scorie della terra, la cui influenza non sarebbe benefica agli altri e la cui continua esistenza non sarebbe di gloria al Creatore.

Così alla fine dell’Età millenniale, il mondo sarà di nuovo nel favore divino “ad uno” col suo Dio, come fu Adam’o — e tutta l’umanità rappresentata da lui —nel giardino dell’Eden, prima che la trasgressione fosse entrata nel mondo; e possiederà la tanto valutata esperienza del male, per la dura e lunga lezione appresa sulla nefastosità del peccato ed i benefici immensi che si ottengono, praticando la sapienza e la giustizia.  Possederà anche un’aumentata conoscenza ed una più larga pratica negl’innumerevoli e vari talenti, che all’uopo furono concessi fin dalla creazione e. poi. non si svilupparono, in seguito alla sua caduta.  La lezione, oltre ad essere profitttevole all’uomo, lo sarà anche per i santi Angeli, i quali hanno testimoniato una illustrazione del perfetto equilibrio della Giustizia, dell’Amore dell Sapienza e della Potenza divina, in un modo che non avrebbero mai potuto concepire differentemente.  Infine, a quanto possiamo solo presumere, potrà essere di ammaestramento, nelle età future, ad altre razze non ancora create, in altri pieneti dell’immenso Universo.

E quale sarà il punto culminante della storia che sarà raccontata per tutte le eternita?  Certo, sarà il Riscatto, compiuto sul Calvario e l’opera di “Ad-una-mente,” basata sul prezzo corrispondente versato, il quale dimostra che l’Amore e la Giustizia di Dio sono perfettamente uguali.

Considerando la grande importanza del soggetto, concernente l’Ad-una mente,” e l’imperfetto comprendimento d’esso dal [18] populo di DIO — c. considerando ancora che altri errori dottrinali ne impediscono l ‘esatto comprendimento, ci proponiamo di porre in luce nelle discussioni di questo volume:

1)  I disegni dell-Eterno.  Autore del Piano di “Ad-una- mente.”

2)  L’Opera del Mediatore, che pose in atto il suo sacrificio per attuare l”Ad-una-mente,” onde rendere attive le benevoli provvisioni divine da applicare alla decaduta razza umana;

3)  Il canale per cui lo Spirito Santo fa fluire all’umanità le benedizioni di riconciliazione con Dio;

4)  Le condizioni, in cui dovrà trovarsi l’umanità, per far parte integrante del’Piano di “Ad-una-mente” per lei progettato;

5)  Il riscatto, centro, o perno, dell’”Ad-una-mente.”

Discutendo sui precitati soggetti, nell’ordine elencato, speriamo d’individuare la dichiarazione divina che li concerne in tutta la limpida chiarezza, e mirifica efficacia, in cui sono esposti nella Parola di Dio,  (la Bibia), onde togliere dalle nostre menti i residui dei miscugli di teorie, i misteri e le errate concezioni che hanno offuscato l’importante tema dell’”Ad-una-mente.”  Ma, per riuscire ad ottenere tali risultati, dobbiamo effettuare uno studio approfondito su ogni soggetto, con la mente scevra da ogni minima influenza di credi, d’opinioni umani e da pregiudizi, pronti e volenterosi di essere insegnati da Dio;  ed ansiosi di accantonare ogni idea personale formataci da una nostra congettura o suggerimento d’altri, che non sia in armonia con la Parola di Dio; dobbiamo essere anche ansiosi d’avere tutto il consiglio di Dio su ogni aspetto concernente tali soggetti.  A tutti coloro che procederanno nello studio in tal maniera, “cercando” e “picchiando,” il gran Maestro apre la via e”. . . tutti saranno discepoli dell’Eterno”  (Isaia 54: 13). [19]

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